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Classifica Generale:
- Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG)
- Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike)
- Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe)
L’edizione 2026 della Tirreno-Adriatico presentava un percorso estremamente duro, molto più impegnativo rispetto a quello della stagione passata. In totale vi erano oltre 16 chilometri di dislivello distribuiti in tratti collinari, salite pedalabili e ascese molto molto ripide. Sapevamo, quindi, che Filippo Ganna non avrebbe potuto lottare nuovamente per la classifica generale. Fortunatamente, però, ai nastri di partenza vi era anche il nostro giovane Giulio Pellizzari, il quale ha mostrato tutto il suo valore e si è aggiudicato uno splendido terzo posto complessivo. Dopo diverse gare in cui ha vestito i panni dell’aiutante, il team BORA ha finalmente deciso di dargli fiducia e di lanciarlo come capitano. Giulio non si è lasciato sfuggire l’occasione e ha messo sui pedali tutte le energie che aveva. Eccezion fatta per la cronometro iniziale e le due frazioni destinate alle ruote veloci, l’azzurro ha sempre corso da protagonista: è rientrato nella Top-10 in ben quattro occasioni, due delle quali terminate addirittura sul podio di giornata. Molto emozionante è stato l’arrivo nella sua Camerino: a pochissimi passi da dove è cresciuto, l’italiano ha provato a rompere gli indugi e a scappare via sospinto dal bagno di folla a bordo strada. Purtroppo, l’attacco è durato poco per via dell’ottima reazione del messicano Del Toro, ma sicuramente ci rimarrà impresso nella memoria. Oltre al marchigiano, erano presenti anche i nostri due corridori di punta: il già citato Filippo Ganna e lo sprinter Jonathan Milan. Pippo, come al solito, si è aggiudicato la prova contro il tempo d’apertura, mentre Johnny ha vinto, anche lui come al solito, la volata conclusiva di San Benedetto del Tronto.
Aldilà del risultato, che è senz’altro di ottima fattura, ciò che più ci ha fatto piacere è stato il modo in cui ha corso Giulio. Si è finalmente sbottonato ed è uscito dai panni del gregario, sempre pronto all’offensiva e mai con un atteggiamento conservativo.
