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Classifica Generale:
- Iván Cobo (Equipo Kern Pharma)
- Ludovico Maria Mellano (XDS Astana Development Team)
- Jelle Johannink (Unibet Rose Rockets)
Il mese di marzo è appena iniziato e già ci regala il primo risultato di rilievo. Ci troviamo in Grecia, nella splendida isola di Rodi, dove è andato in scena il GP del Dodecaneso. La gara in questione è una new entry del calendario professionistico e fa accoppiata con un’altra prova disputata in terra ellenica, il Visit South Aegean GP. Quest’ultimo è stato vinto dal francese Bryan Coquard e non ha regalato grosse soddisfazioni ai corridori italiani, basti pensare che l’unico azzurro in top-10 è stato Mattia Negrente classificatosi all’ottavo. Tutt’altro discorso per la giornata di oggi, la quale ci ha regalato ben quattro atleti fra i primi dieci, il cui migliore di questi, Ludovico Mellano appunto, ha ottenuto addirittura una splendida medaglia d’argento. Mellano è un giovanissimo dell’Astana Devo e ad appena 19 anni ha conquistato il suo primo podio tra i professionisti. Il giovane piemontese si adattava perfettamente all’arrivo di Salakos: il traguardo era, infatti, posto in cima a una piccola asperità di circa 2km al 5%. Una combo perfetta per chi va forte in salita e al tempo stesso non è fermo in volata. Ludovico si è mosso benissimo e dopo aver affrontato l’ascesa nella parte iniziale del gruppo ha buttato sui pedali tutti i watt che gli erano rimasti. Purtroppo per noi non è bastato per battere lo spagnolo Cobo, il quale si è presentato in Grecia con una condizione ottimale e ha vinto con merito. L’azzurro, però, può consolarsi con una seconda piazza che vale oro e che lo proietta prepotentemente nel ciclismo professionistico. Già al termine del 2025, infatti, il direttore sportivo dell’Astana Aleksandre Vinokurov aveva parlato bene del ragazzo di Savigliano, prospettandogli un futuro nel team ufficiale.
Mentiremmo se vi dicessimo che in questo GP del Dodecaneso ci aspettavamo un podio firmato Mellano. Avevamo la nostra lente d’ingrandimento puntata sul più esperto Lorenzo Quartucci, giunto quinto, e sapevamo che il team kazako si sarebbe giocato le sue carte con diversi giovani italiani. Tra questi, scopriamo con grande piacere proprio Ludovico, il quale ha delle caratteristiche molto funzionali al ciclismo moderno: è abile in salita e va veloce, un po’ come il nostro amato Christian Scaroni.
