Raccontiamo i successi dei ciclisti italiani.

Kuurne – Brussel – Kuurne (1.Pro)

Classifica Generale:

  1. Matthew Brennan (Team Visma | Lease a Bike)
  2. Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling Team)
  3. Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling Team)

Appena è terminata l’edizione n° 78 della Kuurne – Brussel – Kuurne ci siamo posti un quesito: “Meglio vincere o avere due atleti sul podio?”. Di norma preferiremmo avere un azzurro sul gradino più alto del podio, ma non oggi, oggi vedere due italiani in top-3 ci ha dato consapevolezza di quanto sia forte il movimento azzurro. Potrebbero sembrare parole di circostanza, ma se facciamo un piccolo passo indietro forse possiamo chiarire meglio il nostro pensiero. Ai nastri di partenza della classica belga in questione erano presenti solamente dodici italiani, capitanati, chiaramente, dal fortissimo Jonathan Milan. Quest’ultimo, verso metà gara, ha perso contatto col gruppo e di conseguenza è calato anche il nostro interesse nei confronti della corsa; pensavamo, infatti, che assieme a Jonathan se ne fossero andate anche le chance di successo. La gara, come di consueto, è terminata con uno sprint di massa e vi erano numerosi velocisti di livello: vedi Philipsen, Andresen, Meeus o lo stesso Brennan. Quest’ultimo ha dominato la volata ed è andato a vincere con margine, ma alle sue spalle non vi era alcun Philipsen, vi erano, invece, i nostri Luca Mozzato e Matteo Trentin. I due atleti della Tudor si sono giocati le proprie carte singolarmente e, pur non essendo i più rapidi, hanno messo in scena un doppio capolavoro tattico. In primis, nessuno dei due si è bruciato nel tentativo di fare da lead-out all’altro… sarebbe stato inutile visto il treno della Visma. Secondo poi, hanno adottato le uniche strategie che potessero permettergli di ottenere un piazzamento di rilievo. Luca si è incollato alla ruota del britannico e si è fatto trascinare sino alla medaglia d’argento, mossa ineccepibile se pensiamo che il team olandese, dopo 194km di corsa dura, poteva ancora contare sull’apporto di Kielich, Fiorelli, Zingle e Laporte. Matteo, invece, si è giocato la carta dello sprint anticipato e ha fatto sì che contasse di più l’aspetto fisico piuttosto che la velocità pura, altra soluzione azzeccata e perfettamente eseguita. Risultato? Due dei nostri sul podio, per di più dello stesso team. Tornando, quindi, alla domanda iniziale, non possiamo che ammettere che questa volata ci ha dato particolarmente gusto, sia perché ci ha piacevolmente sorpreso sia perché ci ha ricordato quante soluzioni offra questo sport. La difficoltà risiede nell’avere un parco atleti eterogeneo a tal punto da avere sempre una carta valida da giocarsi.
Che dire, Luca l’anno scorso lo abbiamo aspettato tanto e ora è finalmente tornato sui suoi livelli. Nel 2024 ha ottenuto un risultato che avrebbe meritato più riconoscimento: non si arriva secondi al Giro delle Fiandre se non si è veramente forti. Dal canto nostro, siamo convinti che in questa stagione saprà come far parlare di sé. Matteo, invece, continua a sorprenderci (o forse no): dopo aver concluso meravigliosamente la stagione 2025, sembra ancora più forma in questi primi mesi del 2026.