Raccontiamo i successi dei ciclisti italiani.

Giro di Sardegna (2.1)

Classifica Generale:

  1. Filippo Zana (Soudal Quick-Step)
  2. Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step)
  3. Alessandro Verre (MBH Bank CSB Telecom Fort)

Classifica a Punti:

  1. Davide Donati (Red Bull – BORA – hansgrohe Rookies) 28
  2. Filippo Zana (Soudal Quick-Step) 18
  3. Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step) 18

Nel nostro calendario personale avevamo messo un bel cerchio sul Giro di Sardegna. Era prevedibile che vi fosse un elevato numero di iscritti azzurri e che potessimo assistere a qualche successo, sia di tappa che nelle graduatorie finali. Così è stato ed è, quindi, con immenso piacere che possiamo raccontarvi la corsa dei quattro mori. L’ultima edizione era andata in scena ben quindici anni fa e aveva incoronato un giovanissimo Peter Sagan. Lo slovacco, al suo secondo anno da professionista, ottenne qui la sua prima vittoria complessiva in una competizione a tappe e confermò ulteriormente la sua incredibile versatilità. Quest’anno, la start list non era sicuramente a quei livelli, ma in compenso abbiamo potuto apprezzare un elevato numero di atleti emergenti, italiani e non. Sin dalla prima frazione, come spesso capita negli eventi dove scarseggiano le squadre World Tour, vi sono stati un’infinità di attacchi e controattacchi. Proprio la Soudal Quick-Step, unico team WT iscritto assieme all’Astana, ha da subito scoperto le carte. Filippo Zana ha lanciato un attacco da lontanissimo per cercare di ipotecare la classifica generale ed è quasi riuscito nell’intento. Dopo diversi chilometri di totale anarchia, infatti, in testa si è formato un gruppetto composto da Zana, Garofoli, Garibbo e lo spagnolo Berrade. Dopo qualche incomprensione, i quattro sono riusciti a collaborare e ad accumulare un vantaggio di oltre un minuto rispetto al resto dei corridori. Seppure i Quick-Step fossero in superiorità, Garibbo ha vinto la volata ristretta e si è aggiudicato la maglia di leader. Per lui si è trattato del primo trionfo fra i professionisti e dopo l’arrivo non ha potuto trattenere le lacrime. Nella giornata seguente abbiamo assistito alla prima delle tre volate andate in scena in Sardegna. Uno sprint dominato dal nostro Davide Donati, il quale ha saggiamente anticipato i rivali così da affrontare l’ultima curva in testa, con meno di 50 metri all’arrivo nessuno è riuscito nemmeno ad avvicinarsi. Nella tappa di mezzo si è registrato l’unico successo straniero di tutto l’evento: un bravissimo Rajović è, infatti, riuscito a sopravanzare lo sprinter della BORA sul filo del rasoio. Nella penultima giornata, invece, è andata in scena la tappa regina, ovvero quella con le asperità più dure e che a detta di tutti avrebbe decretato il vincitore della generale. Così è stato, ma a sorpresa, l’azione decisiva non ha preso piede in salita, bensì in discesa. L’artefice dell’attacco, come avrete evinto, è stato proprio Pippo Zana, il quale è sgattaiolato via dal gruppetto di testa nei chilometri finali quando, ormai, vi era già stata un’ampissima selezione. I suoi compagni, poi, hanno fatto il resto del lavoro e stoppando i cambi hanno permesso che il suo vantaggio lievitasse. Per quanto concerne gli altri due gradini del podio, mentre Garofoli si è limitato a consolidare la seconda piazza, Alessandro Verre è stato molto abile nel guadagnarsi la medaglia di bronzo. Difatti, sebbene Garibbo avesse alzato bandiera bianca già sulla prima ascesa di giornata, lo stesso non può dirsi di Berrade. Quest’ultimo non ha retto il passo dei migliori, ma non si è dato per vinto e ha mantenuto il suo ritardo attorno al minuto e mezzo. Per Alessandro, quindi, è stato provvidenziale vincere la volata dei primi inseguitori, così da guadagnarsi l’abbuono che gli ha permesso di superare lo spagnolo. Come anticipato, anche l’ultima frazione si è decisa in volata e Davide ha confermato di essere lo sprinter più in forma, non solo ha trionfato in quel di Olbia, ma si è anche cucito addosso la maglia a punti.
Nella corsa isolana abbiamo fatto incetta di successi e non possiamo che essere contenti di quanto ottenuto. Chi più ci ha impressionato è sicuramente il nostro giovane scattista. Il bresciano ha, infatti, confermato le ottime sensazioni che ci aveva lasciato dopo il Tour de Wallonie del 2025. Fra l’altro, non si può nemmeno dire che ai nastri di partenza fosse il favorito dei pronostici. Corridori come Peñalver, Rajović, Zanoncello e anche altri giovani dei team rookie partivano quantomeno con le stesse chance. Poi, chiaramente, dopo quanto avvenuto sulle strade sarde non sembrerebbe così, ma a nostro parere la chiave del successo è stata la sua capacità di assorbire perfettamente gli sforzi profusi in salita. La Sardegna è tutta un saliscendi e possedere delle discrete doti da scalatore consente anche di presentarsi più brillanti ed efficaci nei rettilinei conclusivi.