Ordine di Arrivo:
- Jonathan Milan (Lidl – Trek)
- Jordi Meeus (Red Bull – BORA – hansgrohe)
- Tobias Lund Andresen (Team Picnic PostNL)
“Il Toro di Buja incorna tutti!”, oggi esordiamo così, riprendendo la telecronaca Eurosport di Luca Gregorio. La diciassettesima tappa del Tour de France incorona, per la seconda volta in questa edizione, il nostro Jonathan Milan. Una vittoria tanto importante quanto sofferta, un po’ per come è arrivata e un po’ per l’andamento delle ultime frazioni, il cui esito aveva rimesso in discussione la conquista della maglia verde da parte dell’azzurro. Facciamo un passo indietro alla tappa 15, quando Mathieu van der Poel ha trionfato nel traguardo volante e si è pericolosamente avvicinato a Jonathan nella graduatoria a punti. L’impressione, a fine tappa, era quella di un Milan in calo di condizione e un van der Poel sempre più prossimo al sorpasso, anche perché i percorsi delle ultime tappe gli avrebbero calzato a pennello. Avrebbero… appunto, poiché, nello stupore generale, l’Alpecin – Deceuninck ha annunciato il ritiro dal Tour del campione olandese a causa di una polmonite. Nel dispiacere per aver perso un fenomeno dall’elenco dei partenti, non possiamo che aver tirato un sospiro di sollievo in ottica maglia verde, dato che Mathieu era, per ovvi motivi, la nostra preoccupazione principale. Con l’olandese fuori dai giochi, l’unica minaccia concreta rimasta era quella di Tadej Pogacar, che a suon di vittorie e ottimi piazzamenti in salita era a sole undici lunghezze dal corridore nato a Tolmezzo. Ma arriviamo, finalmente, a parlare di quanto accaduto oggi, in una tappa dai tanti colpi di scena e ricca di soddisfazioni per noi italiani. Seppur sulla carta il percorso fosse adatto a un arrivo in volata, la Lidl – Trek ha dovuto lavorare duro per far sì che il suo atleta di punta non rimanesse attardato in una delle due ascese di giornata. Oltre a ciò, bisogna dire che uno dei quattro componenti della fuga era il norvegese Jonas Abrahamsen, il quale sta vivendo un momento di forma impressionante che lo rende temibile ogniqualvolta vada a caccia di un successo di tappa. Mettiamoci pure un finale ricco rotatorie e un meteo decisamente uggioso ed ecco che il ricongiungimento con lo scandinavo è avvenuto a soli quattro chilometri dal traguardo. A questo punto, pensavamo di poterci godere una bella volata senza ulteriori imprevisti, ma ci sbagliavamo di grosso: maxi-caduta sotto all’arco della Flamme Rouge che taglia dallo sprint il favorito per la vittoria Tim Merlier e un altro avversario molto ostico come Biniam Girmay. A giocarsi il successo finale, quindi, sono rimasti in undici e tra questi, per la nostra felicità, vi erano anche Davide Ballerini e Alberto Dainese. Jonny ha trionfato con uno sprint dei suoi, mentre gli altri due sono riusciti a piazzarsi rispettivamente quinto e sesto. Con questi ulteriori 50 punti guadagnati all’arrivo, ai quali si aggiungono gli 11 punti dello sprint intermedio, il Toro di Buja ha, ora, un rassicurante margine di 72 lunghezze sullo sloveno.
Seppure le prossime due frazioni siano due tapponi di montagna, i traguardi volanti sono posizionati a ridosso della partenza, pertanto, siamo convinti che Jonathan, con l’apporto dei suoi compagni di squadra, possa provare ad accumulare ulteriore margine in vista delle salite, dove Tadej è sicuramente il favorito numero uno.
